My Big Trip travel blog

 

 

 

 

 

 

 


Arrivata alla stazione dei bus di Melaka sono rimasta subito un po' scettica sui malesi. Più che altro... Siamo sicuri che non fossi tornata in India? Il proprietario della guesthouse prenotata mi aveva inviato le indicazioni per raggiungerla dalla stazione, sia attraverso un altro bus, che, in alternativa, con un taxi. Ho optato per la prima e mi sono recata nel punto indicato: c'erano un sacco di bus, ma nessuno sembrava andare alla mia destinazione. Aspetto 10, 20, 30, 40 minuti e sto per andare a prendere un taxi, quando vedo un bus arrivare con scritta la mia destinazione. Ottimo, penso. Peccato che l'autista non mi faccia salire, per non so quale motivo, e mi dica di andare da un'altra parte. Decido per il taxi, per evitare di perdere altro tempo, ma quando arrivo alla stazione dove sono rinuiti mi indicano una tariffa per la guesthouse più alta del dovuto (la guesthouse mi aveva già scrupolosamente indicato la cifra giusta). Il motivo che si inventano? Perché c'é traffico. Stessa cosa dell'India: si sono messi d'accorso per avere di più e fregarmi. E io ho deciso di non starci. Son tornata dai bus, proprio in quel momento ne partiva uno che chiamava la mia destinazione e finalmente sono riuscita a salire.

Mi é bastato pero' arrivare alla guesthouse per ricredermi e ritrovare il sorriso, trovando da questo momento delle persone davvero gentili e, soprattutto, rendendomi conto della cosa spettacolare che sto vivendo. Ho cominciato a vagare per le strade di Chinatown, viuzze pedonali piene di bancarelle di leccornie e oggetti, con moltissima folla a camminarvi in mezzo. Mi son chiesta se fosse tutti i giorni così, perché era davvero bello e incredibile. Nascosti nelle vie sono inoltre presenti i luoghi sacri più antichi della Malesia: il tempio buddista, la moschea, il tempio indù, ma anche la chiesa cattolica, o quello che ne rimane. Il tutto si sviluppa attorno alla foce del fiume, regalando delle piacevoli passeggiate che, seguendo il suo corso, ti mostrano le facciate della parte portoghese, di Little Amsterdam, di Chinatown e di Kampung Morten. Ma lo spettacolo più bello mi si é aperto la sera: la città si riempie di cycle-risciò completamente ricoperti di fiori finti, di lucine coloratissime, che sparano hit anni '60 e '70 o musica dance a tutto volume. Sono decisamente super-trash, ma assolutamente divertenti e folcloristici. Ancora una volta ho pensato di trovarmi a Disneyland, questa volta per la parata dei carri notturna, ma soprattutto... Dovevo tornare a Chinatown per capire cosa stava succedendo, dare una spiegazione a tutta quell'aria di festa.

Era l’ultimo giorno dei festeggiamenti del Capodanno Cinese, di conseguenza uno dei più importanti. È difficile spiegare l’emozione che ho provato a trovarmi lì in mezzo, ad assistere a questo spettacolo ancora una volta così diverso da tutto. Musica fortissima, uomini in equilibrio sulle pertiche con costumi da dragoni, balli scatenati, gente impazzita. Bello, davvero spettacolare, con un ritmo travolgente che faceva ballare chiunque. E poi fuochi d’artificio ovunque, tutta la notte, una festa incredibile. Un conto è vederla in tv, un conto è ritrovarsi in mezzo! E mentre assistevo a tutto questo la consapevolezza di ciò che sto facendo mi ha colpito come uno schiaffo, improvviso e fortissimo. Wow. Una settimana prima mi trovavo in un paese come magico, a sé stante, come nato sopra una nuvola e lì rimasto. E di colpo… una nuova cultura, religione, gente dai tratti diversissimi, modi di vita completamente diversi, riti ancora nuovi. Anche questo non sarà mai possibile spiegarlo a parole. Perché ad immaginarmelo non riuscivo ad avvicinarmi minimamente alle sensazioni che provo ora. A quel senso di stupore, del cuore spalancato e affamato, che chiede solo di essere nutrito di più, sempre di più, da tutto ciò che i miei occhi sono capaci di vedere, le mie orecchie di sentire, il mio naso di riempirsi, ma soprattutto di provare, imparare, conoscere. C’è un mondo accanto a noi, che non conosciamo assolutamente, che ci limitiamo a immaginare e ogni tanto ci concediamo di visitare, a piccole dosi, in una parentesi brevissima della nostra vita frenetica. Esperienze che molto spesso si dimenticano dopo pochi giorni dal ritorno, presi così dalle nostre vite e dalla frenesia delle cose. Ma quando ci si ferma a vivere sul serio ciò che ci circonda, si desidera solo esserne immersi e si è pronti a dedicarsi solo a quello, allora tutto prende un sapore tutto nuovo, ancora più forte, più emozionante, perché quella diventa la tua vita, una vita che si riempie di tutto ciò che il mondo può darle. Incredibile. Chi mi avrà visto per strada camminare ridendo potrà aver pensato al mio stupore ad assistere alla loro festa, ma la realtà è che, oltre a quello, dentro di me provo una felicità che non c’è modo di esprimere se non attraverso gli occhi e il ridere stesso.

Mi è bastato un giorno per visitare Melaka, ma è sicuramente un giorno che non dimenticherò.



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